Liberazione

dedica a Tina Merlin

di Serena Di Blasio
con Serena Di Blasio e Nicoletta Oscuro
regia di Massimo Somaglino
coproduzione Teatro della Sete e Arci Territoriale Udine e Pordenone

“Ognuno costruisce e ricostruisce la propria esistenza lungo
l’intero arco della vita” Tina Merlin

Trichiana 25 aprile 1960. Casa di Tina.  

Mentre all’esterno dell’abitazione il paese sta festeggiando l’anniversario della Liberazione, Tina è in casa a lavorare. Sta scrivendo una serie di racconti sulle staffette partigiane.  

Riceve la visita di Wilma, una delle protagoniste degli eventi narrati nel suo libro. Davanti alle due donne si materializzano alcuni accadimenti del 1945, anno che vide la nascita e lo sviluppo della loro amicizia. Legate da ideali e speranze comuni, le due avevano interrotto bruscamente la loro amicizia a causa di un tragico evento nelle quali erano state entrambe coinvolte. Dopo dodici anni di silenzio Wilma si presenta alla porta di Tina, con l’intento di confessare i motivi che l’hanno spinta a quell’allontanamento. 

Una storia di amicizia. Un confronto tra gli ideali e gli interessi personali.                 

E in scena due attrici in un dialogo serrato in cui si mettono in campo sentimenti, ricordi, speranze e disillusioni.   

La dedica
Lo spettacolo è ispirato alla biografia di Clementina Merlin detta Tina (Trichiana, 19 agosto 1926 –Belluno, 22 dicembre 1991); è stata una giornalista, scrittrice e partigiana italiana. Una donna che è stata capace di rivelare scomode, conosciuta soprattutto per il “caso Vajont”. La drammaturgia di “Liberazione” prende come riferimento biografico il testo della Merlin “La casa sulla Marteniga”, romanzandone alcune parti, in particolare la figura di Wilma (che fu realmente sua compagna di missione come staffetta partigiana, ma la cui amicizia non trovò medesimo sviluppo) e quella del fratello Toni (la cui morte per mano del nemico tedesco avvenne in altre circostanze).

Fotografie di Federico Scridel